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La medicina estetica rigenerativa non cambia le donne. Le aiuta a ritrovarsi

La medicina estetica rigenerativa non cambia le donne. Le aiuta a ritrovarsi

Il magazine iO Donna ha dedicato un approfondimento al rapporto tra menopausa e medicina estetica rigenerativa, intervistando la Dott.ssa Valentina Finotti, medico estetico e rigenerativo del nostro centro — con il contributo del Dott. Alberto Teppex, della sua équipe — sul cambiamento dei tessuti e su come accompagnare la donna in questa fase (puoi leggere l’intervista qui su iO Donna). Riprendiamo e ampliamo qui i temi principali di quella conversazione.

La pelle che perde compattezza, lo sguardo che cambia, un riflesso allo specchio che a un certo punto non corrisponde più a come ci si è sempre viste. Per tante donne il passaggio in menopausa non riguarda solo la biologia: è anche il momento in cui la propria immagine chiede di essere ridefinita. E la domanda che arriva in studio è quasi sempre la stessa — si può attraversare questo passaggio accompagnate, senza stravolgersi? La risposta della medicina rigenerativa parte da un cambio di sguardo: non cancellare il tempo, ma sostenere la qualità dei tessuti.

che cosa raccontano le donne intorno ai 50 anni

C’è una soglia, osserva la Dott.ssa Finotti, in cui qualcosa scatta. Tante pazienti arrivano poco dopo l’ingresso in menopausa con la stessa frase: non mi riconosco più. Non è la voglia di apparire più giovani, né la richiesta di cambiare i propri tratti. È la percezione che i tessuti si siano indeboliti, che la pelle sia diventata più sottile e meno idratata, che lo sguardo si sia spento.

La richiesta, nella maggior parte dei casi, non riguarda la giovinezza ma la vitalità: tornare a un livello di idratazione e tono più vicino a quello di prima. L’invecchiamento viene accettato; quello che si cerca è di sentirsi ancora se stesse.

valentina finotti

non si tratta di rughe, ma di qualità dei tessuti

A lungo la medicina estetica è stata identificata con il ritocco dei segni dell’età e con l’aumento dei volumi. Oggi il riferimento è un altro. Il fuoco si è spostato sulla qualità biologica dei tessuti: non rallentare l’invecchiamento riempiendo, ma sostenere i processi che il calo ormonale tende a frenare.

È un cambio di prospettiva importante. Il fine non è azzerare gli anni, ma preservare più a lungo la capacità della pelle di rigenerarsi e di restare funzionale.

il corpo come un terreno da nutrire

La Dott.ssa Finotti usa un’immagine semplice: l’organismo è come un terreno che, con il tempo, si impoverisce. Ancora prima di ricorrere a un trattamento o a una tecnologia, si può agire per tenere attivi i meccanismi naturali con cui la pelle produce collagene e ripara i propri tessuti.

Il fattore decisivo è quando si interviene. In perimenopausa, finché i processi rigenerativi lavorano ancora a pieno regime, è possibile preparare i tessuti al calo ormonale — una sorta di lavoro sul terreno prima che la stagione cambi. Se invece il quadro si è già consolidato, il percorso resta possibile ma diventa più graduale, perché le riserve biologiche su cui agire sono inferiori.

la menopausa non è solo una questione ginecologica

Uno degli equivoci più diffusi, sottolinea la specialista, è ridurre la menopausa al solo aspetto ginecologico, o ragionare per età anagrafica. Oggi è possibile leggere il quadro ormonale della singola donna e impostare un accompagnamento davvero personalizzato, senza attendere che si manifestino i sintomi più evidenti.

Per questo conta l’approccio a 360 gradi e il lavoro in équipe — ginecologo, endocrinologo, nutrizionista, medico estetico. Il calo degli estrogeni non riguarda infatti solo la pelle, ma tocca più sistemi insieme:

  • metabolismo: predisposizione alla ritenzione idrica e a una nuova distribuzione del grasso sul corpo;
  • energia: meno forza disponibile, più fatica nell’attività fisica, stanchezza persistente;
  • ossa e tessuti: riduzione del tono e della densità;
  • sistema cardiovascolare, che richiede attenzione in questa fase.

Leggere questi cambiamenti come un insieme, e non come problemi isolati, è ciò che consente di costruire un percorso coerente.

immagine di sé e benessere: un legame da non sottovalutare

Esiste una relazione tra come ci si vede e come ci si sente? Per la Dott.ssa Finotti la risposta è affermativa, ma il punto va precisato: guardarsi meglio non vuol dire guardarsi cambiate, ma riconoscersi curate. Ogni mattina il volto è la prima immagine che lo specchio ci restituisce; riconoscersi in un aspetto più disteso e armonioso ha un effetto concreto sul tono della giornata.

C’è anche un aspetto più quotidiano e altrettanto importante: ritagliarsi anche solo una ventina di minuti per sé — curare la pelle, scegliere come presentarsi — è un gesto di cura che ha valore, soprattutto nei periodi più impegnativi. Non a caso la ricerca scientifica esplora da tempo il legame tra espressività del volto ed esperienza emotiva.[1][2]

le tecnologie: prima preparare, poi intervenire

Su questo fronte interviene il Dott. Alberto Teppex, che lavora con Finotti come medico estetico-rigenerativo e riassume il principio guida in modo netto: prima di agire con una tecnologia occorre preparare il terreno biologico. L’attenzione, cioè, va alla qualità dei tessuti prima che al loro aspetto. Se il metabolismo rallenta e la spinta rigenerativa cala, applicare uno strumento su un tessuto non pronto a rispondere serve a poco: prima si creano le condizioni perché possa reagire, poi si interviene. Non un trattamento isolato per correggere un dettaglio, ma un percorso che accompagna nel tempo.

Gli strumenti, scelti caso per caso dopo una valutazione medica, lavorano su questo obiettivo:

  • polinucleotidi: sostanze ad azione biostimolante che supportano l’idratazione profonda e la vitalità dei tessuti;
  • ultrasuoni microfocalizzati: stimolano la produzione di collagene a profondità diverse;
  • radiofrequenza microneedling frazionata: utile anche nelle aree più difficili come collo, profilo mandibolare e braccia;
  • fotobiomodulazione LED e infrarossi: sostengono i processi riparativi e il benessere dei tessuti.

Un punto che Teppex tiene a chiarire: non si lavora più solo sul viso. La menopausa modifica la qualità della pelle di mani, braccia, ginocchia, décolleté. Per questo la prospettiva è sul corpo intero, non sul singolo inestetismo. Vale lo stesso ragionamento che applichiamo al cuore o ai muscoli: anche i tessuti cutanei possono diventare oggetto di cura.

a sx. il dott. Alberto Teppex – a dx. la d.ssa Valentina Finotti

un accompagnamento, non una trasformazione

Il filo che tiene insieme tutto questo è una scelta di sguardo. La menopausa non va subita passivamente, né affrontata in solitudine: è una fase di transizione che merita di essere riconosciuta come tale, con strumenti su misura e una presenza accanto.

La Dott.ssa Finotti la avvicina, per certi versi, a un altro passaggio della vita femminile — il post-partum: momenti diversi, accomunati dal bisogno di ricostruire un’immagine di sé, ciascuna con i propri tempi. Il senso del percorso non è rincorrere un’idea di giovinezza, ma dare al corpo la possibilità di conservare più a lungo le sue funzioni rigenerative. Quando una donna percepisce che i suoi tessuti rispondono meglio, si modifica anche il modo in cui attraversa questa stagione.

L’obiettivo non è cambiare una persona, ma aiutarla a ritrovarsi: stare accanto a chi vive un passaggio importante e accompagnarla a viverlo restando se stessa.

— Dott.ssa Valentina Finotti

parlarne a Milano, presso sempionæ medicinæ cura

Ogni percorso di medicina estetica rigenerativa parte da una valutazione personalizzata, che tiene conto della storia clinica, del momento ormonale e degli obiettivi della singola persona. Al Centro Medico Sempione, a Milano, la Dott.ssa Valentina Finotti e l’équipe affiancano la donna in questa fase con un approccio misurato e su misura.

Vuoi capire se un percorso rigenerativo è adatto al tuo momento? Scopri la medicina estetica rigenerativa al Centro Medico Sempione oppure contattaci per fissare una valutazione.


Questo contenuto ha finalità informative e non sostituisce una visita medica. Ogni trattamento è valutato e prescritto individualmente dalla specialista in base alla storia clinica della singola persona.

Note — [1] The Face of Emotion: Botulinum Toxin, Emotional Anatomy, and Mood Modulation. [2] Botulinum Toxin in Facial Aesthetics Affects the Emotion Process: A Meta-analysis of Randomized Controlled Trials.

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