diagnostica · test genetici
test della trombofilia
screening genetico e coagulativo per valutare la predisposizione ereditaria o acquisita ad alterazioni della coagulazione del sangue.
diagnostica · test genetici
screening genetico e coagulativo per valutare la predisposizione ereditaria o acquisita ad alterazioni della coagulazione del sangue.
La trombofilia — nota anche come stato pro-trombotico o iper-coagulabilità — è un’alterazione del normale processo di coagulazione del sangue. In condizioni fisiologiche, la coagulazione è un meccanismo salvavita che arresta le emorragie in caso di ferite. Nelle persone con trombofilia, il sangue tende a coagulare in modo eccessivo o inappropriato all’interno dei vasi sanguigni, aumentando il rischio di trombi (coaguli).
Questi trombi possono ostruire il flusso sanguigno e causare patologie come trombosi venosa profonda (TVP), embolia polmonare o, in ambito ostetrico, gravi complicanze in gravidanza.
le due forme
Trombofilia genetica
Causata da mutazioni genetiche trasmesse dai genitori. Le più comuni: Fattore V di Leiden, mutazione del gene della Protrombina (Fattore II), mutazione MTHFR, deficit congeniti di Proteina C, S e Antitrombina III.
Trombofilia acquisita
Si sviluppa nel corso della vita per patologie autoimmuni (sindrome da anticorpi antifosfolipidi) o fattori transitori: obesità, fumo, terapie ormonali, immobilizzazione prolungata.
quando si fa
Il test non è un esame di routine raccomandato a tutte le donne. Secondo le linee guida internazionali, lo screening trombofilico è fortemente raccomandato in specifiche situazioni:
come si svolge
Lo screening è semplice e minimamente invasivo: consiste in un prelievo di sangue venoso dal braccio (in alcuni casi si può eseguire tramite tampone buccale). Il campione viene poi analizzato in laboratorio su due pannelli distinti.
1. Pannello genetico (biologia molecolare). Analizza il DNA per ricercare le mutazioni genetiche responsabili della trombofilia ereditaria — Fattore V Leiden, Protrombina G20210A, MTHFR.
2. Pannello plasmatico (coagulativo). Misura i livelli e l’attività delle proteine coinvolte nella coagulazione — Proteina C, Proteina S, Antitrombina III, Omocisteina — e ricerca la presenza di autoanticorpi (anticorpi anti-cardiolipina, lupus anticoagulante).
I risultati sono generalmente disponibili entro 7–15 giorni lavorativi, in funzione dei tempi tecnici di estrazione e amplificazione del DNA.
«Una diagnosi di trombofilia non è una sentenza: è un’informazione preziosa. Permette di proteggere una futura gravidanza con terapie mirate e di prevenire eventi gravi prima che si manifestino.»
— équipe di ginecologia · Sempionæ
faq
approfondisci
Test BRCA1 e BRCA2
approfondisci →
Visita ed ecografia ginecologica
approfondisci →
Contraccezione a lungo termine
approfondisci →
prima visita
l’indicazione al test trombofilico parte sempre dalla valutazione clinica. parliamone in visita per orientare insieme il percorso.