La Dott.ssa Valentina Finotti dialoga con il Dott. Mario Fadin, ginecologo e direttore sanitario del centro, sugli ormoni bioidentici nella terapia ormonale della menopausa: che cosa sono, come funzionano e perché ogni percorso va costruito sulla singola persona.
Che cosa sono gli ormoni bioidentici
Il punto di partenza è la definizione. Gli ormoni bioidentici sono molecole identiche a quelle che il corpo della donna produce naturalmente. Tra gli ormoni sessuali coinvolti ci sono gli estrogeni — in particolare il 17-beta estradiolo —, il progesterone, il testosterone (presente anche nella donna) e il DHEA. Accanto a questi esistono gli ormoni di sintesi, come l’etinilestradiolo e i diversi progestinici: molecole modificate che, spiega il Dott. Fadin, presentano vantaggi e svantaggi differenti, a partire dal modo in cui vengono assorbite.
«Gli ormoni bioidentici sono, come dice il nome, identici a quelli che il corpo della donna produce.»
— Dott. Mario Fadin
Il DHEA, un precursore — e la normativa italiana
Un capitolo a parte riguarda il DHEA, definito dal Dott. Fadin come il precursore degli altri ormoni: quando raggiunge i tessuti può trasformarsi in estradiolo o testosterone in base alle necessità. Con gli anni la sua concentrazione si riduce in modo marcato. Su questo ormone interviene anche un aspetto normativo, che la conversazione richiama in chiave informativa: in Italia la somministrazione orale di DHEA ad alte concentrazioni non è consentita (è classificato come sostanza dopante per l’effetto anabolizzante su muscoli e ossa), mentre restano possibili preparazioni galeniche a basse concentrazioni, per esempio in gel o per via vaginale.
«Il DHEA è il precursore di tutti gli altri ormoni: quando entra nel tessuto si trasforma in estradiolo o testosterone in base alla necessità.»
— Dott. Mario Fadin
Via orale o transdermica: perché la modalità conta
Una parte della conversazione è dedicata alla via di somministrazione. Oltre alla compressa per via orale, gli ormoni bioidentici vengono spesso somministrati per via transdermica (cerotto o gel) o transmucosa. La differenza, spiega il Dott. Fadin, è soprattutto metabolica: evitando il primo passaggio attraverso il fegato cambia il profilo dell’assorbimento, con livelli tendenzialmente più costanti nell’arco della giornata. È un meccanismo che fa parte della valutazione clinica complessiva, non una scelta valida in automatico per tutte.
«Per via transdermica o transmucosa si salta il primo passaggio epatico: questo si riflette sul profilo metabolico e su livelli più costanti nella giornata.»
— Dott. Mario Fadin
Una terapia personalizzata
Da qui il tema che attraversa tutta l’intervista: la personalizzazione. Con gli ormoni bioidentici è possibile scegliere quali ormoni utilizzare e calibrarne la dose sulle caratteristiche della singola persona, tenendo conto dei valori ematici e della risposta nel tempo. Non tutte le donne rispondono allo stesso modo: l’equilibrio si cerca insieme, nel tempo.
«Il principio è quello di sempre in medicina: la minima dose efficace per ottenere il risultato, calibrata sulla singola persona.»
— Dott. Mario Fadin
Benefici e rischi, da valutare insieme
Il Dott. Fadin è netto su un punto: si parla sempre di farmaci, con benefici e con rischi. Per questo la decisione nasce da una valutazione del profilo rischio-beneficio della singola paziente. Tra gli aspetti che la conversazione richiama come oggetto di attenzione e di studio ci sono il rischio tromboembolico e il rischio oncologico, sui quali incidono fattori come la via di somministrazione e il tipo di progesterone impiegato. Non sono temi che si liquidano con una rassicurazione generica: vanno discussi caso per caso, alla luce della storia clinica e dei fattori di rischio individuali.
«Parliamo sempre di farmaci, con benefici e rischi: la cosa fondamentale è valutare il profilo rischio-beneficio della singola paziente.»
— Dott. Mario Fadin
Menopausa e perimenopausa: pensarci per tempo
L’ultimo passaggio sposta lo sguardo sul “quando”. Per anni si è atteso l’arrivo dei sintomi conclamati prima di intervenire; oggi si parla sempre più di perimenopausa, cioè della fase che precede l’ultima mestruazione. Il calo degli ormoni, ricorda il Dott. Fadin, è progressivo e può iniziare anni prima: inquadrarlo per tempo permette di ragionare in chiave preventiva e protettiva. È lo stesso filo che la Dott.ssa Finotti raccoglie dal proprio osservatorio, quando racconta di pazienti che arrivano dopo molto tempo dall’inizio della transizione.
«La carenza ormonale è una condizione progressiva: inquadrarla e agire per tempo aiuta a proteggere la qualità della vita negli anni.»
— Dott. Mario Fadin
È anche il punto in cui la ginecologia incontra la medicina rigenerativa e il tema della longevità femminile: due sguardi diversi sullo stesso obiettivo, prendersi cura della qualità della vita nel tempo.
Conoscere il medico
Il Dott. Mario Fadin è specialista in ginecologia e ostetricia e direttore sanitario di sempionæ medicinæcura. In centro si occupa di salute della donna lungo le sue fasi, dalla ginecologia all’accompagnamento della menopausa. Riceve su appuntamento.
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Se stai affrontando la menopausa o la fase che la precede, o desideri semplicemente capire se una terapia ormonale può avere senso nel tuo caso, una visita ginecologica è il punto di partenza per inquadrare la situazione e definire, caso per caso, gli eventuali approfondimenti.
Questo quaderno ha finalità divulgative ed educative e non sostituisce la visita medica né un parere clinico personalizzato. Nessuna terapia ormonale va iniziata o modificata senza una valutazione specialistica individuale. Direttore Sanitario: Dott. Mario Fadin (OMCeO Milano n. 28805).
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