La Dott.ssa Valentina Finotti affronta un tema che attraversa il quotidiano di tutti: le cicatrici. Che cosa significa “prendersene cura”, perché un segno cicatriziale non scompare e quando è il caso di rivolgersi al medico.
Le cicatrici fanno parte del quotidiano
Chi di noi non si è mai fatto male? Una ferita, un trauma, un intervento chirurgico: quasi sempre lasciano un segno più o meno visibile. Finché la cicatrizzazione procede da sé e si completa, di quel percorso resta soltanto un segno, più o meno gestibile. È un processo naturale, ma non per questo va lasciato del tutto a se stesso: qualche accorgimento, nei mesi giusti, può fare la differenza sul modo in cui la cicatrice si assesta nel tempo.
Un punto da chiarire: le cicatrici non spariscono, si gestiscono
È il messaggio che la Dott.ssa Finotti tiene a ribadire ai propri pazienti, per evitare aspettative fuori fuoco. Una cicatrice si può gestire e migliorare, a volte fino a renderla poco riconoscibile; ciò che non va promesso è la sua scomparsa. Sapere questo cambia l’approccio: l’obiettivo non è “cancellare”, ma accompagnare e prendersi cura.
«Le cicatrici non spariscono: si possono gestire, si possono migliorare fino quasi a confonderle, ma un segno cicatriziale, di solito, è un segno che rimane.»
— Dott.ssa Valentina Finotti
Prendersi cura di una cicatrice, ogni giorno
La cicatrizzazione si accompagna anche a casa, nel quotidiano. Due accorgimenti, in particolare, sono utili nei primi mesi.
Non esporre la cicatrice al sole. Una cicatrice o una ferita recente esposta al sole tende a pigmentarsi: si rischia una macchia difficile da correggere in seguito. La protezione, in questa fase, è una forma di prevenzione.
La regola della compressione. Quando, dopo qualche mese, una cicatrice inizia a diventare arrossata e rilevata, mantenerla compressa aiuta a darle un “segnale di calma”. Anche un semplice cerotto di carta a uso medicale, traspirante, tenuto in sede, è un accorgimento che può accompagnare il processo. Sono indicazioni generali: non sostituiscono la valutazione dello specialista, soprattutto quando la cicatrice mostra segni di alterazione.
Quando una cicatrice “si arrabbia”
Non tutte le cicatrici seguono lo stesso percorso. Quando una cicatrice diventa rossa, rilevata e “dà manifestazioni di sé”, sta segnalando che non sta seguendo la sua evoluzione naturale. È il momento in cui vale la pena non aspettare e farla valutare: intervenire per tempo, con gli strumenti adeguati, è più efficace che rincorrere una cicatrice già strutturata.
«Quando la cicatrice diventa rossa, rilevata, dà manifestazioni di sé, è una cicatrice che si sta arrabbiando: bisogna appiattirla, darle un segnale di calma.»
— Dott.ssa Valentina Finotti
Cicatrici patologiche e ferite difficili
Accanto alla gestione delle cicatrici “di tutti i giorni” esiste un capitolo più propriamente clinico: le cicatrici patologiche, quelle di vecchia data, le ferite difficili, fino a condizioni come le ferite del piede diabetico. Sono situazioni che richiedono un percorso dedicato e una valutazione medica: non un ritocco estetico, ma la cura di un tessuto che fatica a ripararsi.
È qui che il nostro modo di lavorare mostra il suo senso — medicina e cura: prima ancora della sua resa estetica, una cicatrice è qualcosa di cui prendersi cura dal punto di vista medico. La finalità curativa viene prima di quella trasformativa.
Conoscere il medico
La Dott.ssa Valentina Finotti è specialista in chirurgia plastica, ricostruttiva ed estetica e si dedica alla medicina estetica rigenerativa. La gestione delle cicatrici è un ambito di cui si occupa da anni, anche in età pediatrica: un terreno in cui la formazione chirurgica incontra un approccio curativo, prima che estetico. Il percorso parte sempre dalla valutazione della singola cicatrice, per spiegare che cosa è ragionevole attendersi e definire, caso per caso, gli accorgimenti o i trattamenti più adatti. Riceve su appuntamento.
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Prenotare una valutazione
Se hai una cicatrice che ti crea disagio, una ferita che fatica a chiudersi o un segno che nel tempo è diventato arrossato e rilevato, una valutazione medica è il punto di partenza per capire come intervenire — o se è sufficiente accompagnare il processo con gli accorgimenti giusti.
Questo quaderno ha finalità divulgative ed educative e non sostituisce la visita medica né un parere clinico personalizzato. Gli accorgimenti descritti sono indicazioni generali: ogni cicatrice va valutata individualmente da uno specialista. Direttore Sanitario: Dott. Mario Fadin (OMCeO Milano n. 28805).
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