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Longevità e prevenzione personalizzata

La Dott.ssa Mariella Corciulo, internista, in conversazione con la Dott.ssa Finotti: che cosa significa davvero longevità e perché ha senso solo se costruita sulla prevenzione, personalizzata sul singolo individuo.

Longevità e prevenzione personalizzata

La Dott.ssa Valentina Finotti dialoga con la Dott.ssa Mariella Corciulo, specialista in medicina d’emergenza-urgenza e medicina interna, con competenza in ecografia clinica internistica e in alimentazione e dietetica. Una conversazione su che cosa significhi, concretamente, prendersi cura della propria longevità.

Longevità: una parola che ha senso solo insieme a un’altra

Di longevità si parla ovunque, spesso come se fosse un concetto astratto o una tendenza del momento. Il punto di partenza della conversazione tra la Dott.ssa Finotti e la Dott.ssa Corciulo è proprio rimettere la parola al suo posto: la longevità acquista significato solo se la si aggancia alla prevenzione.

«L’obiettivo non è vivere a lungo e basta, ma vivere a lungo e in salute: mantenere qualità di vita, autonomia e funzione.»

— Dott.ssa Mariella Corciulo

È un cambio di prospettiva semplice ma decisivo. Non si tratta di rincorrere il tempo, ma di arrivarci mantenendo la propria funzionalità e indipendenza il più a lungo possibile.

Una prevenzione costruita sul singolo

Se l’obiettivo è la salute nel tempo, lo strumento è una prevenzione che non può essere uguale per tutti. La Dott.ssa Corciulo insiste su un punto: la personalizzazione non significa “andare a pescare nel mucchio”, ma costruire un percorso a partire dalla conoscenza reale della persona — un’anamnesi accurata, il suo profilo di rischio individuale, i fattori genetici che possono predisporre, le abitudini consolidate, buone o cattive, che definiscono il ruolo dell’epigenetica.

«Personalizzare non vuol dire improvvisare. Ci rifacciamo sempre alle linee guida delle principali società scientifiche internazionali per individuare i fattori di rischio e i marcatori importanti da valutare.»

— Dott.ssa Mariella Corciulo

La fotografia iniziale: sapere come stiamo funzionando

Un’immagine ricorre nella conversazione: quella della fotografia dell’istante in cui si decide di iniziare il percorso. Prima di integrare ciò di cui si è eventualmente carenti, occorre sapere con precisione come stanno funzionando i propri organi: se sono sani, o se è già in corso qualcosa che è bene approfondire.

«Vado a integrare ciò di cui sono carente, ma prima devo sapere esattamente come sto funzionando, se i miei organi sono attualmente sani.»

— Dott.ssa Valentina Finotti

Per questo il punto di partenza è una serie di accertamenti mirati e dettagliati: esami ematochimici, valutazione dello stato infiammatorio, e dove indicato esami strumentali come le ecografie internistiche dell’addome e della tiroide. L’obiettivo non è “fare esami a tutti i costi”, ma comporre un quadro coerente di come funzionano i diversi sistemi di organi.

Monitorare ciò che conta

Tra i parametri che la conversazione richiama ci sono l’andamento dello stress ossidativo, dell’insulina e della glicemia. Su quest’ultima, la Dott.ssa Corciulo descrive l’utilità del monitoraggio tessutale della glicemia tramite un sensore applicato sulla parte posteriore del braccio: uno strumento che consente di proseguire una vita normale, attività sportiva compresa, raccogliendo nel frattempo informazioni sulla risposta glicemica ai pasti.

È un esempio di come dati concreti e continuativi possano aiutare a comprendere la propria risposta individuale ad alimenti che possono incidere, in modo diverso da persona a persona, su infiammazione e risposta insulinemica. Sempre, va ricordato, all’interno di una valutazione medica e non come autodiagnosi.

Un lavoro di squadra

Il percorso descritto non è opera di una figura sola. L’inquadramento internistico iniziale fornisce la visione d’insieme; da lì, sulla base dei bisogni di prevenzione, diagnosi o cura, entrano in gioco le diverse specialità del centro, in un dialogo multidisciplinare.

«È una medicina trasversale: il paziente ha un inquadramento generale iniziale, e da lì si intercettano le varie figure per lavorare insieme, in équipe.»

— Dott.ssa Valentina Finotti

Scienza, non mode

Il filo che tiene insieme tutta la conversazione è il metodo. La Dott.ssa Corciulo rivendica il proprio background da internista come una garanzia di rigore: un approccio che resta ancorato a ciò che è scientificamente provato, senza cedere alla tentazione di inseguire le mode del momento.

«Per me è imprescindibile un approccio scientifico, senza cadere nella tentazione di seguire mode che non si basano su evidenze.»

— Dott.ssa Mariella Corciulo

Conoscere la specialista

La Dott.ssa Mariella Corciulo è specialista in medicina d’emergenza-urgenza, con esperienza ospedaliera in medicina interna ad alta intensità, competenza certificata in ecografia clinica internistica e un master in alimentazione e dietetica applicata. In sempionæ medicinæcura si occupa di prese in carico internistiche e nutrizionali e di ecografia clinica.

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Se desideri impostare un percorso di prevenzione personalizzato, una prima visita internistica è il punto di partenza per costruire la “fotografia” iniziale e definire, caso per caso, gli accertamenti più appropriati.

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Questo quaderno ha finalità divulgative ed educative e non sostituisce la visita medica né un parere clinico personalizzato. Direttore Sanitario: Dott. Mario Fadin (OMCeO Milano n. 28805).

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