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Dolore pelvico: quando non è normale

Il dolore pelvico non è mai da dare per scontato. La Dott.ssa Sabina Pelizzari, in dialogo con la Dott.ssa Finotti, spiega i segnali da riconoscere a ogni età - in donne e uomini - e come si affronta con un percorso multidisciplinare.

Dolore pelvico: quando non è normale

La Dott.ssa Valentina Finotti torna a dialogare con la Dott.ssa Sabina Pelizzari, fisioterapista esperta in riabilitazione del pavimento pelvico. Il tema di questo quaderno è il dolore pelvico: perché non andrebbe mai “normalizzato”, come si manifesta a ogni età e come si affronta.

Un dolore che riguarda tutti

Il dolore pelvico è un disturbo trasversale: può interessare uomini e donne, a qualunque età, e proprio per questo è difficile da inquadrare. La Dott.ssa Pelizzari lo descrive come un “mostro invisibile”: incide sulla qualità della vita di chi ne soffre, ma non si vede — e a volte è difficile farlo riconoscere persino ad alcuni professionisti sanitari.

«Io lo chiamo il mostro invisibile: colpisce la qualità della vita di chi ne soffre — uomo e donna, a qualunque età — ed è difficile da valutare e da far capire.»

— Dott.ssa Sabina Pelizzari

“Non è mai normale”: il rischio di rassegnarsi

Uno degli aspetti su cui la Dott.ssa Pelizzari insiste di più è culturale: nella donna, in particolare, si tende a normalizzare il dolore fin da giovanissima, come se fosse una condizione a cui rassegnarsi. Non è così.

Una mestruazione molto dolorosa in una ragazza di tredici o quattordici anni non è un destino da accettare: può essere il corpo che segnala qualcosa — una possibile endometriosi, un problema della muscolatura pelvica, comunque un elemento da valutare. Lo stesso vale per la giovane donna attiva, sportiva, che avverte dolore durante i rapporti; per chi, dopo il parto, non ritrova la sessualità di prima perché il rapporto diventa doloroso; e per l’uomo, che può soffrire di dolore pelvico tanto quanto la donna, in forma acuta e talvolta cronica.

«Il dolore pelvico non è mai normale, a qualunque età: è il corpo che ci sta segnalando qualcosa.»

— Dott.ssa Sabina Pelizzari

Quando il dolore diventa cronico

Il fattore tempo è decisivo. A distanza di poche settimane dall’insorgenza, un dolore acuto può cronicizzarsi — e da lì le conseguenze si allargano. Il dolore della bassa pelvi non resta confinato: può ripercuotersi sulla postura, contribuire a rigidità e mal di testa, e pesare sulla quotidianità a trecentosessanta gradi. È il dolore che rende faticoso stare seduti in ufficio o a scuola, che incide sulla socialità e sulla vita di coppia. Riconoscerlo e affrontarlo per tempo, prima che si strutturi, fa la differenza.

Un approccio multidisciplinare

La riabilitazione del pavimento pelvico è, per sua natura, multifattoriale e multidisciplinare: richiede un’équipe capace di inquadrare la persona e di valutarla e trattarla nel suo insieme. Il benessere intestinale, per esempio, incide sul benessere del pavimento pelvico: per questo, dove utile, il percorso può integrare anche la componente proctologica, perché il dolore può interessare pure la parte posteriore e l’infiammazione tende a coinvolgere un’area ampia, fino alla sfera vescicale e urinaria.

Sul piano terapeutico, gli strumenti sono diversi e vengono scelti in base al caso: terapie manuali e terapie fisiche — che possono spaziare dalle onde d’urto alla radiofrequenza a bassa potenza, fino a tecniche antalgiche intracavitarie (intravaginali o intrarettali, a seconda della situazione clinica). A queste si affianca sempre la correzione dei fattori di rischio, senza la quale il lavoro in ambulatorio resterebbe a metà.

Il percorso continua a casa

Il primo obiettivo di un percorso di riabilitazione, spiega la Dott.ssa Pelizzari, è la consapevolezza della persona: capire il proprio corpo è parte della cura. Accanto al lavoro in studio c’è quindi un lavoro quotidiano fatto di esercizi, respirazione, posture e stretching. Nel caso del dolore ai rapporti rientrano anche accorgimenti concreti — l’uso di un lubrificante, il rispetto dei tempi dell’eccitazione, i preliminari all’interno della coppia — che il percorso aiuta a riconoscere e a gestire.

«La consapevolezza della persona è la prima cosa da perseguire in un percorso di riabilitazione.»

— Dott.ssa Sabina Pelizzari

È il senso del modo in cui lavoriamo — medicina e cura: ascoltare un sintomo invece di normalizzarlo, e costruire intorno alla persona un percorso che ne migliori la qualità di vita.

Conoscere la specialista

La Dott.ssa Sabina Pelizzari è fisioterapista esperta in riabilitazione del pavimento pelvico. In sempionæ medicinæcura lavora in dialogo con i ginecologi del centro per i percorsi femminili e con gli specialisti di riferimento per quelli maschili, all’interno di una valutazione interdisciplinare. Il percorso parte sempre dall’inquadramento del singolo caso, per definire se e quale riabilitazione sia indicata.

scopri il percorso di riabilitazione del pavimento pelvico

Il quaderno precedente

Questo è il secondo quaderno della serie dedicata al pavimento pelvico. Nel primo, la Dott.ssa Pelizzari e la Dott.ssa Finotti hanno affrontato l’anatomia, i segnali di disfunzione e quando è utile una valutazione — per uomini e donne.

rivedi il primo quaderno sul pavimento pelvico

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Se convivi con un dolore pelvico — recente o che dura da tempo, e magari hai imparato a considerarlo “normale” — una valutazione medica è il punto di partenza per capirne la causa e come intervenire.

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Questo quaderno ha finalità divulgative ed educative e non sostituisce la visita medica né un parere clinico personalizzato. Il dolore pelvico può avere cause diverse e va valutato individualmente dallo specialista. Direttore Sanitario: Dott. Mario Fadin (OMCeO Milano n. 28805).

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