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l’equilibrio non è solo una questione di orecchio

La Dott.ssa Ambra Barbagallo, otorinolaringoiatra, in conversazione con la Dott.ssa Finotti: perché l'equilibrio nasce dall'incontro di tre sistemi, e perché moltissime vertigini cominciano nel collo e non nell'orecchio.

l’equilibrio non è solo una questione di orecchio

La Dott.ssa Valentina Finotti torna a dialogare con la Dott.ssa Ambra Barbagallo, specialista in otorinolaringoiatria, audiologia, foniatria e medicina iperbarica. Dopo la voce, il secondo quaderno di questo percorso affronta l’equilibrio — e arriva in un posto inatteso: il collo.

Una parola che vale la pena prendere sul serio

«Equilibrio» è una di quelle parole che usiamo di continuo in senso figurato. Qui però il tema è letterale: la capacità del corpo di stare in piedi e di sapere dove si trova nello spazio. È una funzione che diamo per scontata fino al giorno in cui si incrina, e allora diventa impossibile ignorarla.

L’equilibrio è un sistema a tre

La prima cosa che la Dott.ssa Barbagallo tiene a chiarire è che l’equilibrio non è la funzione di un organo solo. È il prodotto di tre sottosistemi che si integrano e si scambiano informazioni complementari: il sistema vestibolare, che risiede nell’orecchio interno; il sistema somatosensoriale, cioè le informazioni che arrivano al cervello dai piedi e dal corpo sul terreno che stiamo calpestando; e il sistema visivo, con cui riconosciamo l’ambiente ed evitiamo gli ostacoli.

«L’equilibrio è una funzione estremamente complessa, che ci consente di mantenere la stazione eretta e un rapporto coerente del nostro corpo rispetto all’ambiente che ci circonda.»

— Dott.ssa Ambra Barbagallo

Da questa architettura discende tutto il resto. Un disturbo dell’equilibrio compare quando uno di questi sottosistemi — o più di uno — viene interessato da un problema. Ed è il motivo per cui la lista delle cause possibili è lunghissima: visive, neurologiche, ortopediche, muscolari, o propriamente vestibolari. La vertigine, ricorda la dottoressa, è uno dei sintomi in assoluto più frequenti nei quadri che arrivano in pronto soccorso, e attraversa tutte le età.

I «sassolini nell’orecchio»: frequenti, ma non sono tutto

Quando si parla di vertigine, il primo pensiero va spesso all’otolitiasi — i famosi cristalli che si spostano nell’orecchio interno. È effettivamente una delle forme più comuni. Ma la Dott.ssa Barbagallo invita a non fermarsi lì, e lo fa con una franchezza che vale la pena riportare per intero.

«L’otolitiasi è sicuramente una delle forme più comuni, ma è un po’ sopravvalutata: molte diagnosi vengono etichettate così, e in realtà dietro si scopre un mondo.»

— Dott.ssa Ambra Barbagallo

È anche la ragione per cui, nella sua esperienza, trattare la vestibologia come un compartimento stagno è un errore: la formazione di un vestibologo completo comprende elementi di fisiatria, di conoscenza neuromuscolare e di neurologia.

«Non è un compartimento stagno: è un sistema olistico, che si integra con una precisione e un’ampiezza incredibili.»

— Dott.ssa Ambra Barbagallo

Tech neck: quando la vertigine comincia dal collo

Qui la conversazione arriva al passaggio più attuale. Il tech neck è l’insieme delle alterazioni croniche che il tratto cervicale subisce per via delle ore che passiamo con il capo piegato su schermi e device. Non è un’espressione di moda: descrive un processo preciso — rettilineizzazione della curva cervicale, indebolimento della muscolatura stabilizzatrice, contrattura persistente del trapezio, spalle che ruotano in avanti con perdita di tensione nella muscolatura anteriore.

Il risultato non resta confinato al collo. Si traduce in dolore diffuso — una sindrome algica in cui basta sfiorare il paziente perché senta male — e poi cefalea, disturbi visivi e, appunto, vertigine.

«Lì non è interessato il singolo organo: è la fisionomia della postura che cambia. Un lavoro su questo aspetto è un lavoro assolutamente olistico.»

— Dott.ssa Ambra Barbagallo

La Dott.ssa Finotti aggiunge un’osservazione che chiunque si alleni riconoscerà: quando lo squilibrio è già installato, allenarsi senza tenerne conto può peggiorare le cose, perché si sollecita ulteriormente una muscolatura cervicale già in sofferenza. Su questo, spiega Barbagallo, esistono oggi protocolli riabilitativi nati specificamente per questo quadro, sviluppati anche con preparatori dedicati.

«Servono a rieducare una muscolatura che stiamo perdendo. Ed è molto pericoloso per la qualità della vita: se ci svegliamo tutti i giorni con il collo in avanti, dolori continui e cefalee, la qualità della vita va giù.»

— Dott.ssa Ambra Barbagallo

Perché conviene arrivare presto

È il punto su cui la dottoressa insiste di più, e vale come messaggio centrale di tutta la conversazione. I pazienti con questo tipo di problematiche arrivano dallo specialista dopo molti mesi di sintomi attivi. Nel frattempo il quadro si stratifica: a una condizione vestibolare inizialmente semplice si sovrappongono problemi posturali e dolorosi cronici, che diventano più impegnativi del disturbo di partenza.

«Venite subito, quando il problema insorge: la cronicizzazione delle alterazioni posturali legate alla vertigine è spesso più difficile da curare della vertigine stessa.»

— Dott.ssa Ambra Barbagallo

I campanelli d’allarme

Il segnale più riconoscibile è anche il più drammatico: un attacco improvviso e violento, in cui il mondo sembra ruotare e non è possibile restare in piedi. Sono episodi che i pazienti ricordano con precisione, ed è tipicamente così che esordisce la vertigine di origine auricolare.

Ma esistono forme molto più sfumate, e sono quelle che si tende a rimandare: una sensazione di instabilità, un camminare incerto, una nausea leggera e strisciante. A queste possono associarsi mal di testa e una difficoltà crescente a svolgere le normali attività.

«Il disturbo dell’equilibrio è quasi sempre una patologia che impatta violentemente sulla giornata: quando stai male in quel modo, non riesci più a fare niente.»

— Dott.ssa Ambra Barbagallo

Età e condizioni croniche

Come tutte le funzioni che dipendono da più organi, anche l’equilibrio si modifica fisiologicamente con l’età. Accanto a questo, alcune condizioni croniche incidono in modo rilevante sul sistema vestibolare: l’ipertensione, le patologie cardiologiche e il diabete. Sull’invecchiamento fisiologico, sottolinea la dottoressa, si può intervenire; e le opzioni disponibili oggi sono più articolate rispetto a quelle di molti anni fa, quando le risorse in questo campo erano decisamente più limitate.

Resta il filo che unisce questo quaderno al precedente sulla voce: si tratta di funzioni di base dell’essere umano, e come tali meritano di essere considerate.

«L’equilibrio è importante in ogni cosa. E soprattutto quando si sta su due piedi.»

— Dott.ssa Ambra Barbagallo

Conoscere la specialista

La Dott.ssa Ambra Barbagallo è specialista in otorinolaringoiatria, audiologia, foniatria e medicina iperbarica, con particolare attenzione alle patologie dell’orecchio e ai disturbi dell’udito e dell’equilibrio — l’area a cui ha dedicato la tesi di laurea. In sempionæ medicinæcura riceve il giovedì.

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Se hai avuto episodi di vertigine, avverti un’instabilità che si ripete o convivi da tempo con tensione cervicale e cefalea, una prima visita otorinolaringoiatrica è il punto di partenza per inquadrare il sintomo e definire, caso per caso, gli eventuali approfondimenti.

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Questo quaderno ha finalità divulgative ed educative e non sostituisce la visita medica né un parere clinico personalizzato. In presenza di vertigine associata a disturbi della vista o della parola, riduzione della forza, cefalea intensa e inusuale o calo improvviso dell’udito, è opportuno rivolgersi senza attendere a un servizio di emergenza. Direttore Sanitario: Dott. Mario Fadin (OMCeO Milano n. 28805).

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