ginecologia · diagnostica

sonoisterografia

esame ecografico avanzato per lo studio della cavità uterina, minimamente invasivo e senza esposizione a radiazioni.

durata
15–30 minutiesame ambulatoriale
quando
5°–11° giorno del ciclofase post-mestruale
modalità
su valutazione medicanessuna preparazione richiesta

La sonoisterografia — nota anche come isterosonografia o SIS (Saline Infusion Sonography) — è un esame diagnostico ecografico minimamente invasivo che permette uno studio accurato della cavità uterina. A differenza delle radiografie tradizionali (come l’isterosalpingografia), non prevede esposizione a radiazioni: sfrutta la tecnologia degli ultrasuoni.

in cosa consiste

ecografia transvaginale potenziata

L’esame consiste in un’ecografia transvaginale potenziata dall’introduzione di una piccola quantità di soluzione fisiologica sterile all’interno dell’utero. Il liquido agisce come mezzo di contrasto naturale: distendendo le pareti della cavità uterina, permette agli ultrasuoni di restituire immagini nitide e dettagliate dell’endometrio (la mucosa che riveste l’interno dell’utero), individuando anomalie che una semplice ecografia di base potrebbe non rilevare.

Lo specialista valuta la morfologia dell’utero, lo spessore e la regolarità dell’endometrio, individuando le cause di eventuali sanguinamenti anomali e accompagnando la paziente nei percorsi legati alla fertilità o alla prevenzione ginecologica.

quando si fa

indicazioni cliniche

La sonoisterografia è raccomandata dal ginecologo in diverse circostanze:

  • Alterazioni del ciclo mestruale — sanguinamenti anomali tra una mestruazione e l’altra, spotting, flussi eccessivamente abbondanti
  • Sospetto di formazioni benigne — per confermare presenza e localizzazione di polipi endometriali o fibromi uterini (in particolare quelli sottomucosi)
  • Infertilità e poliabortività — per indagare cause di difficoltà di concepimento o aborti spontanei ricorrenti
  • Malformazioni uterine congenite — utero setto, bicorne o didelfo
  • Aderenze endometriali (sinechie) — cicatrici interne all’utero, spesso esito di pregressi interventi
  • Valutazione pre-fecondazione assistita (PMA) — esame di routine prima di un percorso di procreazione medicalmente assistita
  • Follow-up post-chirurgico — per monitorare l’esito di interventi sull’utero

come si svolge

le quattro fasi dell’esame

L’esame dura complessivamente 15–30 minuti e si articola in:

1. Anamnesi ed ecografia preliminare. Il medico raccoglie le informazioni cliniche della paziente ed esegue una normale ecografia transvaginale di base per valutare l’orientamento dell’utero e lo stato generale delle pelvi.

2. Preparazione del campo. Viene inserito delicatamente in vagina uno speculum (lo stesso strumento utilizzato per il Pap Test) per visualizzare il collo dell’utero, deterso con una soluzione disinfettante.

3. Inserimento del catetere. Il ginecologo introduce attraverso il canale cervicale un catetere sottilissimo e flessibile (diametro di circa 1 millimetro). Manovra generalmente indolore.

4. Iniezione e scansione ecografica. Lo speculum viene rimosso e la sonda ecografica transvaginale viene reinserita. Attraverso il catetere viene iniettata lentamente una piccola quantità di soluzione fisiologica sterile. Mentre il liquido distende la cavità uterina, il medico osserva le immagini in tempo reale sul monitor.

Al termine, il liquido fuoriesce naturalmente e la paziente può riprendere immediatamente le sue attività quotidiane.

preparazione

quando farla e controindicazioni

L’esame non richiede preparazione particolare. Non è necessario il digiuno né la sospensione di terapie farmacologiche. Si consiglia di indossare un abbigliamento comodo e presentarsi a vescica vuota.

Momento ideale. La prima settimana successiva al termine delle mestruazioni (tra il 5° e l’11° giorno del ciclo). In questa fase l’endometrio è sottile, garantendo una visualizzazione ottimale, e si esclude la presenza di una gravidanza in corso.

Controindicazioni. L’esame è controindicato in caso di gravidanza accertata o sospetta, e in presenza di Malattia Infiammatoria Pelvica (PID) o infezioni vaginali/cervicali in atto.

«La sonoisterografia permette di evitare procedure più invasive: un’iniezione di soluzione fisiologica e l’immagine ecografica racconta quello che serve sapere sulla cavità uterina.»

— équipe di ginecologia · Sempionæ

faq

domande frequenti

È un’ecografia transvaginale avanzata che utilizza una piccola quantità di soluzione fisiologica per distendere l’utero. Serve a studiare la cavità uterina per diagnosticare polipi, fibromi, malformazioni o cause di infertilità e sanguinamenti anomali.
L’esame è generalmente ben tollerato e non richiede anestesia. Durante l’inserimento del catetere e l’iniezione del liquido si può avvertire un lieve fastidio o un leggero crampo al basso ventre, simile ai normali dolori mestruali, che svanisce rapidamente.
Non serve preparazione specifica, né digiuno. È sufficiente presentarsi a vescica vuota. L’esame va programmato nei giorni immediatamente successivi alla fine del ciclo mestruale (tra il 5° e l’11° giorno).
La sonoisterografia è un esame esclusivamente diagnostico, meno invasivo, che usa ultrasuoni e soluzione fisiologica. L’isteroscopia utilizza una micro-telecamera inserita nell’utero ed è sia diagnostica che operativa, permettendo di rimuovere contestualmente polipi o prelevare biopsie.
Sì, è normale avere lievi perdite acquose (dovute alla fuoriuscita della soluzione fisiologica) o piccole perdite di sangue (spotting) nelle 24–48 ore successive. È sufficiente utilizzare un normale salvaslip.

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