ostetricia · diagnostica prenatale
ecografia ostetrica 2D, 3D, 4D
esame diagnostico per immagini, non invasivo, per monitorare lo sviluppo del feto e accompagnare la gravidanza nelle sue fasi.
ostetricia · diagnostica prenatale
esame diagnostico per immagini, non invasivo, per monitorare lo sviluppo del feto e accompagnare la gravidanza nelle sue fasi.
L’ecografia ostetrica è il pilastro del monitoraggio prenatale. Utilizza onde sonore ad alta frequenza (ultrasuoni) per visualizzare il feto all’interno dell’utero materno, valutarne l’anatomia, la crescita, la posizione, la quantità di liquido amniotico e la localizzazione della placenta. A differenza delle radiografie, non utilizza radiazioni ionizzanti ed è considerata sicura per madre e nascituro.
cos’è
L’esame si svolge appoggiando una sonda sull’addome materno (ecografia sovrapubica o transaddominale), previa applicazione di un gel conduttore. Nelle primissime settimane di gravidanza si predilige l’approccio transvaginale, che permette immagini più nitide. L’esame non richiede preparazione particolare: l’unica accortezza è evitare creme, oli o pomate sull’addome nei due giorni precedenti, perché possono ridurre la qualità delle immagini.
il calendario
Durante una gravidanza fisiologica, le linee guida raccomandano almeno tre ecografie principali — una per ogni trimestre.
1. I trimestre (11ª–13ª settimana) — ecografia di datazione. Conferma la vitalità dell’embrione (battito cardiaco), stabilisce il numero dei feti (singola o gemellare) e data con precisione l’epoca gestazionale. Può essere associata al test combinato (Bi-test) con misurazione della translucenza nucale.
2. II trimestre (19ª–22ª settimana) — ecografia morfologica. L’esame più dettagliato della gravidanza. Si esplora l’anatomia del feto misurando gli organi fondamentali (testa, addome, femore, colonna vertebrale, cuore, reni) per escludere la presenza di malformazioni congenite strutturali.
3. III trimestre (30ª–34ª settimana) — ecografia di accrescimento. Valuta la crescita del bambino, ne stima il peso, verifica la quantità di liquido amniotico e controlla la posizione del feto (cefalica, podalica o trasversa) in vista del parto.
le tre tecnologie
Ecografia 2D
Immagine piatta in scala di grigi. Standard d’oro per misurazione biometrica e diagnosi di routine. Imprescindibile per il medico anche se di difficile interpretazione per i genitori.
Ecografia 3D
Immagine volumetrica statica. Utile per studiare il cuore fetale anche in posizioni sfavorevoli, anomalie del volto, difetti degli arti o del tubo neurale. Periodo ideale: dalla 25ª settimana.
Ecografia 4D
Volumetrica in movimento, come un video. Fornisce informazioni sullo sviluppo neurologico e motorio del feto. Periodo ideale: tra la 24ª e la 32ª settimana (ottimale 26ª–30ª).
il valore clinico
Sul piano clinico, le tecnologie tridimensionali permettono di anticipare la diagnosi di alcune anomalie superficiali o di valutare con maggiore precisione strutture difficili da studiare in 2D. Sul piano dell’esperienza, vedere il proprio bambino in volume o in movimento è un momento che molte coppie descrivono come significativo nel percorso di gravidanza. La scelta tra 2D, 3D o 4D viene fatta insieme allo specialista in funzione del trimestre, dell’indicazione clinica e delle preferenze della futura mamma.
«L’ecografia è uno strumento clinico ma anche un momento di incontro: la cura della gravidanza passa anche da come si racconta quello che si vede sullo schermo.»
— équipe di ostetricia · Sempionæ
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la scelta tra 2D, 3D e 4D la facciamo insieme allo specialista, in base al trimestre e all’indicazione clinica.