La Dott.ssa Valentina Finotti torna a dialogare con la Dott.ssa Sabina Pelizzari, fisioterapista esperta in riabilitazione del pavimento pelvico. Il tema di questo terzo quaderno della serie è la menopausa: che cosa cambia nei tessuti del pavimento pelvico e come si imposta un percorso di riabilitazione.
una transizione, non un traguardo
La menopausa e la perimenopausa sono oggi al centro del dibattito, e non sempre nel modo giusto: raccontate come un punto di arrivo, o come una condizione a cui rassegnarsi. Il punto di partenza di questo quaderno è l’opposto. È una fase di transizione, che va riconosciuta e gestita — non subita.
Il dato che aiuta a mettere le cose in prospettiva è semplice: oggi una donna trascorre in menopausa un terzo della propria vita, e spesso di più. Un periodo troppo lungo per essere vissuto come una coda.
«Oggi una donna passa un terzo e più della sua vita in menopausa. Questo non significa involvere, ma evolvere: dobbiamo essere capaci di ascoltare il nostro corpo e di trattarlo nel modo migliore, con i professionisti giusti.»
— Dott.ssa Sabina Pelizzari
non è solo una questione di età
Un altro equivoco frequente è associare la menopausa esclusivamente a una fascia d’età. Nella pratica clinica capita sempre più spesso di incontrare donne che si affacciano a una condizione menopausale in età più precoce: può accadere in presenza di endometriosi, dopo alcuni interventi chirurgici, o in seguito a terapie per condizioni oncologiche e neurologiche.
Sono situazioni diverse fra loro, che hanno in comune un punto: la transizione arriva prima di quanto ci si aspetti, e spesso senza che nessuno l’abbia spiegata. Riconoscerla è il primo passo per affrontarla.
che cosa cambia nei tessuti
A livello genitale e di pavimento pelvico, il primo segnale della transizione menopausale è l’atrofia dei tessuti, con la secchezza che ne consegue. È un cambiamento che riguarda tutto il corpo, ma che a livello vulvare e vaginale viene percepito in modo particolarmente evidente da chi lo vive.
La muscolatura può reagire irrigidendosi, talvolta come difesa rispetto a un dolore; in altri casi si manifesta invece il fenomeno opposto, con lievi perdite urinarie da sforzo — ridendo, tossendo, o durante un salto in palestra. Sono situazioni frequenti, e proprio per questo tendono a essere accettate passivamente, come se non ci fosse una risposta possibile.
Il versante clinico di questi sintomi — secchezza, bruciore, disturbi urinari — è quello che il Dott. Mario Fadin ha affrontato nel quaderno sulla sindrome genitourinaria della menopausa. Qui il discorso si sposta sul versante riabilitativo: che cosa può fare la fisioterapia del pavimento pelvico, e come le due cose si incontrano.
riabilitare vuol dire restituire un’abilità
Il termine “riabilitazione” viene spesso usato in modo generico. La Dott.ssa Pelizzari lo riporta al suo significato letterale: restituire un’abilità, sul piano funzionale, a tutto tondo. Non correggere un difetto, ma recuperare ciò che la transizione ha cambiato — la rigidità dei tessuti, una muscolatura più tesa o dolente, il controllo che sembrava scontato.
«Riabilitare significa restituire un’abilità a tutto tondo, funzionalmente parlando: ridare alla donna ciò che la perimenopausa e la menopausa hanno cambiato.»
— Dott.ssa Sabina Pelizzari
Il primo passo, però, non è tecnico: è dare un nome a ciò che accade. Finché il sintomo resta accettato in silenzio, non diventa nemmeno una domanda da porre a uno specialista.
due studi affiancati: perché la sinergia conta
La riabilitazione del pavimento pelvico e la medicina rigenerativa dell’area genitale lavorano sullo stesso distretto da due angoli diversi: il tessuto e la funzione. Nella pratica quotidiana del centro i due studi sono affiancati, e questo permette un confronto diretto sui singoli percorsi.
È un vantaggio concreto: un percorso ipotizzato qualche mese prima può essere rivisto in corso d’opera, perché la risposta della persona è diversa da quella attesa o perché emerge la necessità di un ordine differente fra i passaggi. È il senso del modo in cui lavoriamo — medicina e cura: il percorso si adatta alla persona, non il contrario.
oltre gli esercizi di Kegel
Sui social gli esercizi di Kegel vengono presentati come la soluzione: contrarre e rilasciare, e poco altro. La rieducazione del pavimento pelvico è un’altra cosa. È un processo multifattoriale in cui concorrono strumenti diversi: esercizi, ma guidati; la riabilitazione del respiro; il lavoro posturale; e, quando indicato dal quadro clinico, tecnologie come la radiofrequenza, utilizzabile a livello genitale esterno e in alcune situazioni anche internamente.
La precisazione non è formale. Quando il pavimento pelvico è in una fase di debolezza, un esercizio eseguito nel modo sbagliato può risultare controproducente: conoscere il proprio pavimento pelvico ed essere guidati nell’esecuzione fa parte della terapia.
«La rieducazione del pavimento pelvico non è “stringo e lascio”: è un processo multifattoriale in cui concorrono gli esercizi, ma guidati, la riabilitazione del respiro e quella posturale.»
— Dott.ssa Sabina Pelizzari
il ruolo dell’esercizio e dello stile di vita
La menopausa non è una patologia. È però una fase che può accelerare processi già in corso — l’osteoporosi è l’esempio più citato. Per questo, accanto al percorso riabilitativo, contano gli elementi che accompagnano la quotidianità: un’attività fisica adeguata e impostata correttamente, e un apporto nutrizionale — ed eventualmente di integrazione — valutato con il proprio medico.
C’è anche un effetto meno ovvio: un’attività sportiva dedicata aiuta a costruire consapevolezza del respiro e dell’uso del pavimento pelvico. Anche quello, in fondo, è un esercizio.
conoscere la specialista
La Dott.ssa Sabina Pelizzari è fisioterapista esperta in riabilitazione del pavimento pelvico. In sempionæ medicinæcura lavora in dialogo con i ginecologi e con la medicina rigenerativa del centro, all’interno di una valutazione interdisciplinare. Il percorso parte sempre dall’inquadramento del singolo caso, per definire se e quale riabilitazione sia indicata.
scopri il percorso di riabilitazione del pavimento pelvico
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i quaderni precedenti
Questo è il terzo quaderno della serie dedicata al pavimento pelvico. Nel primo, la Dott.ssa Pelizzari e la Dott.ssa Finotti hanno affrontato l’anatomia e i segnali di disfunzione; nel secondo, il dolore pelvico e perché non andrebbe mai considerato normale.
rivedi il primo quaderno: ascoltare i segnali
rivedi il secondo quaderno: il dolore pelvico
prenotare una valutazione
Se stai attraversando la perimenopausa o la menopausa e riconosci uno di questi cambiamenti, una valutazione è il punto di partenza per capire che cosa è indicato nel tuo caso — sul piano medico, su quello riabilitativo o su entrambi.
Questo quaderno ha finalità divulgative ed educative e non sostituisce la visita medica né la valutazione fisioterapica personalizzata. I sintomi descritti possono avere cause diverse e vanno valutati individualmente dallo specialista. Direttore Sanitario: Dott. Mario Fadin (OMCeO Milano n. 28805).
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